L’UNIONE….FA LA FORZA?

Per ottenere un elemento coerente (per esempio un salto) molto importante è che tutto il nostro corpo esegua manovre coincidenti atte alla realizzazione sinergica dell’elemento stesso.

È chiaro, direte voi, non potrebbe essere che cosi eppure….

Eppure, analizzando un salto, persino uno quelli eseguiti dai pattinatori più bravi ed esperti, vi accorgerete che non tutti i movimenti delle varie parti del corpo sono coerenti.

Non è difficile, infatti, vedere con le dovute attrezzature elettroniche, che durante un salto (axel per esempio) la gamba destra non è in sincronia con il braccio destro, e che entrambi a loro volta non sono in sincronia con la spinta della gamba sinistra .

Questi errori possono essere piccoli (che poco incidono sul risultato dell’elemento) o grandi (che condizionano pesantemente il risultato dell’elemento stesso).

Ma vediamo meglio mediante un esempio :

se vogliamo trainare un rimorchio dobbiamo usare un adeguato trattore che l’esperto dichiara da 480kw.

Se volessimo utilizzare due trattori più piccoli da 300 kw

                                                  

bisognerà fare attenzione che abbiano una perfetta sinergia di :

  • Coppia (momento torcente) per muovere il rimorchio

 

                               

  • velocità per trainare il rimorchio

                              

50                        50

 

  • direzione di entrambi i trattori

                           

           freccie                              freccie

 

    Cosa succederebbe se mancasse questa sinergia?
  • Se la coppia non venisse applicata nello stesso istante ma con tempi sequenziali i due trattori non riuscirebbero a spostare il rimorchio.

                                 

  • Se la velocità non fosse la stessa, il trattore più veloce, oltre che trainare il rimorchio, finirebbe un trainare anche l’altro trattore.

                           

  • Se la direzione non fosse la stessa, i due trattori si strattonerebbero a vicenda rompendo la fune senza muovere il rimorchio.

 

freccie                                                  

Quindi, se in un salto gli arti non fossero in sinergia (dopo il sollevamento) le due forze sprigionate non sarebbero coincidenti , e il loro reale sviluppo di energia dato dal momento di inerzia, ottenuto, mediante un’appropriata posizione degli arti, diminuirebbe fino anche a divenire minore rispetto all’utilizzo di un solo arto utilizzato correttamente.

Lo stesso succederebbe se gli arti non disegnassero la stessa traiettoria.

Per di più, l’arto non in sinergia con gli altri andrebbe a scompensare il delicato equilibrio dinamico dell’ atleta.

Ma allora, come mai poi, gli elementi vanno a buon fine?

Per approfondire leggere “L’elemento fuorviante“.

Analizziamo:

spesso l’errore causato dalla mancata sinergia degli arti è piccolo e quindi l’energia è più che sufficiente ad eseguire le rotazioni desiderate.

Spesso il nostro cervello si accorge di questo e compensa naturalmente mediante i muscoli del busto (che potenza ha il nostro cervello quando deve salvarci la vita!)

Bello! però, non sempre è cosi e a volte (più spesso di quanto si pensi) il pattinatore si ritrova con il sedere per terra.

La bravura di un pattinatore che utilizza una tecnica istintiva pilotata è proprio quella di avere la capacita di avere sinergie tra gli arti quando i medesimi sono sottoposti a carichi impulsivi.

È ovvio che l’organo che comanda il tutto è il cervello, ma anche lui deve fare i conti con vari fattori dipendenti dal giorno ,dai bioritmi ecc.

La morale ?

Una tecnica scientifica pilotata permette mediante esercizi appositi di migliorare le sinergie degli arti oltre a permette una velocita di esecuzione più bassa e quindi di più facile gestione.

Allora! Solo vantaggi con la tecnica scientifica…… sicuramente no!

Non è da sottovalutare infatti che durante un impulso è più facile mantenere la sinergia e quindi più facile portare a termine l’elemento.

Più difficile è mettere d’accordo gli arti mediante un tempo più lungo, però una volta acquisita questa capacità i vantaggi diverranno evidenti.

Oltretutto, mantenere l’accordo delle varie parti del corpo per più tempo significa vivere l’elemento e non tutti hanno il coraggio di farlo.

Esempio pugilistico:

jab o montante/gancio?

Il jab è un pugno che viene sferrato con la sola forza del braccio e solo in parte di quella della spalla.

Il montante /gancio è un pugno che viene sferrato con la forza sinergica di tutto il corpo e la sua energia potenziale può arrivare a superare di gran lunga quella esercitata dal jab (e spesso è proprio un montante che mette Knock-out).

Il montante a vederlo è più lento, e nel caso del pugile più pericoloso nei confronti della reazione avversaria, ma nel caso del pattinaggio un movimento realizzato con i muscoli dell’intero corpo dà, al contrario, impressione di armonia e sicurezza di realizzazione.

Quindi riassumendo:

se utilizziamo un impulso per eseguire un salto, i problemi di sinergia sono minori ma la potenza applicata sarà quasi sempre esuberante rispetto al reale fabbisogno con il problema di smaltimento dell’eventuale eccesso e in più ci saranno problemi legati alla direzionalità della spinta impulsiva.

Se utilizziamo uno slancio prolungato per eseguire il salto, i problemi di sinergia saranno maggiori ma, ma una volta messi a punto, maggiore sarà anche la capacita di dosare la potenza di esecuzione, limitando i compensamenti obbligatori del caso, e saranno  anche minori  i problemi legati alla direzionalità.

Da Dott. Alfredo Sensi e Roberto Cappelli responsabile/coordinatore della tecnica.