L’importanza di un funzionale abbigliamento tecnico

Molti atleti, non solo professionisti , dedicano molta cura, al limite del maniacale, all’acquisto dell’attrezzatura per il pattinaggio artistico (stivaletti, lame ecc.), all’alimentazione, all’ idratazione e all’integrazione nutrizionale (spesso inutile), trascurando a volte l’utilizzo di un funzionale abbigliamento tecnico.

Spesso infatti si ricorre a t-shirt e felpe, ma, anche quando si acquista un abbigliamento tecnico, spesso lo si fa scegliendo il prodotto non adatto alla propria attività sportiva.

È chiaro, il problema dei costi elevati incide fortemente sulla scelta del capo da indossare , ma , a nostro giudizio, quando si sceglie la propria “tenuta” con cui fare sport, sarebbe comunque opportuno dedicare maggiore attenzione all’abbigliamento, specialmente a quello che utilizziamo tutti i giorni, ovvero i capi da allenamento.

Ci è capitato molto spesso di vedere atleti e non, con pattini molto costosi , composti da stivaletti e lame studiate per salti tripli e quadrupli , ma senza le capacità tecniche per poterli eseguire ( non pensando che gli stivaletti, per essere molto performanti sono anche molto robusti,“duri”, e impediscono ai non professionisti un’ adeguata attività, specialmente nella pattinata), e che indossano, a volte , capi che pur essendo realizzati con tessuti sportivi non sono indicati per il pattinaggio.

Ma vediamo perché è importante scegliere un capo tecnico appositamente studiato per l’allenamento sul ghiaccio :

Dobbiamo pensare che questo sport si pratica con temperature che vanno da -5 a +15 °C e abbisogna quindi di tessuti e vestibilità concilianti con queste temperature.

La temperatura che risulta appropriata e garantisce alta efficienza durante gli esercizi, dovrebbe essere la più vicina possibile ai 37°C ma, come sappiamo l’organismo durante l’allenamento si riscalda e si raffredda, diminuendo la sua efficienza .

 

La costruzione e la struttura delle fibre del tessuto insieme ad un attento design/scelta del capo dovrebbero permettere di mantenere la temperatura più stabile possibile su corpo dell’atleta.

Il sistema migliore di costruzione del tessuto dovrebbe prevedere canali scarica- sudore, che lasciano la pelle asciutta anche durante lo sforzo fisico intensivo.

Il vestiario del pattinatore artistico dovrebbe essere composto da :

Intimo interno

È lo strato che è a contatto diretto con la pelle, quindi la sua funzione è determinante per regolare le variazioni della temperatura corporea causata della sudorazione. Bisogna utilizzare tessuti molto leggeri che riescono a trasportare il sudore allo strato superiore, mantenendo la pelle asciutta/idratata.
Sarebbe opportuna, nel caso dell’atleta pattinatore visto le temperatura di esercizio, la presenza di un altro strato definito “termoregolatore” che aumenta la possibilità di regolare la temperatura corporea a seconda delle condizioni ambientali.

Lo strato interno oltre a questa caratteristica deve presentarne altre tra cui  pesantezza, capacità di protezione, elasticità, ecc.  questo in base alla tipologia e percentuale di fibre utilizzate (propilene, poliammide, lycra, naylon, ecc.).

Le aziende produttrici di capi di abbigliamento possono scegliere tessuti con caratteristiche di base sovrapponibili, ma ognuna con la sua specializzazione, ne citiamo alcune : , Drytex®, CoolMax®, Transtex®, Capilene®, Thermic®, Dry-in®, Thermastat®, Climatex®, Lycra®

I tessuti per confezionare i capi vengono scelti dalle case costruttrici in base allo sport a cui sono destinati , alle condizioni di lavoro (temperatura, umidità, ventilazione) stagionali.

I tessuti sopra descritti possono essere utilizzati sia come strato unico , sia come componente di un abbigliamento multistrato.

Le fibre di questi tessuti , essendo a contatto della pelle, devono garantire anche un adeguato grado di igiene, devono essere ipoallergeniche e resistenti ai continui lavaggi.

Strato esterno

Nella scelta è fondamentale, per non vanificare il lavoro “di pompa del sudore” svolto dall’abbigliamento interno, che i tessuti utilizzati a questo scopo abbiano caratteristiche simili a quelli utilizzati come strato interno. Quando vi è bisogno di più protezione, si utilizzano fibre come  Thermalon® o  Polartec100® .

Vediamo il meccanismo di azione della fibra sintetica Thermalon®

 

Per nostra fortuna, in Italia abbiamo alcune case costruttrici di abbigliamento dedicato al pattinaggio artistico  riconosciute nel mondo come tra le più evolute e più attente ai tessuti impiegati sia per caratteristiche che per  provenienza .

Ultimamente le più attente manifatture italiane hanno messo in catalogo linee che come tessuto usano:

  • la lana Merinos (con una fibra ultra-tecnologica e ultrasottile, completamente priva di pelosità superficiale) che è da sempre accreditata di qualità di isolante termico per le stagioni fredde e traspirante per le stagioni calde.

In questa versione poi, mediante la tecnologia compactACT3, essa contiene un altissimo numero di fibre per un filato extra compatto.

  • Termico a fibra cava all’interno, il quale si comporta come uno straordinario isolante termico, ma espelle velocemente il sudore e asciuga velocemente all’aria.

La fibra cava, confrontata con una fibra piena di pari titolo, ha un maggior potere di isolamento termico in quanto l’aria contenuta nella parte cava, ha la stessa funzione di quella contenuta, ad esempio, nei doppi vetri a camera d’aria.
Altra importante caratteristica è il maggior potere coprente, vale a dire che se in un cm quadrato di tessuto realizzato in fibra piena vi fossero 100 fili, in un cm quadrato realizzato in fibra cava i fili sarebbero 70; ne consegue una maggior leggerezza del tessuto e quindi del capo finito di circa un 30% rispetto ad una fibra piena.

Oltre ai tessuti ritenuti oggi allo stato dell’arte, all’orizzonte si stanno affacciando nuovi materiali e nuovi sistemi di costruzioni dei tessuti.

Tessuti che presto saranno disponibili per essere utilizzati dalle case costruttrici di capi di abbigliamento.

Molto interessante è la tecnologia sviluppata da un team di ricercatori della UC Davis (università della California).

I ricercatori hanno realizzato capi applicando la tecnologia a microfluidi, tramite la qualeil tessuto rimane perfettamente asciutto in quanto “indirizza” il sudore all’interno di piccoli canali tridimensionali controllandone la direzione e creando nel contempo interessanti motivi grafici in superficie. Diversamente dai tessuti tradizionali, in cui le particelle di acqua si estendono su tutto il capo di abbigliamento per poi evaporare, questi tessuti riversano il liquido emesso dal corpo, all’interno di questi piccoli condotti disegnati tramite fotolitografia e tagli laser.

Altra tecnologia interessante è quella relativa ai tessuti con tecnologia che utilizza l’intreccio tridimensionale, la quale si basa su un sistema di canali intelligenti scarica- sudore, lasciando la pelle asciutta anche durante lo sforzo fisico intenso mantenendo nel contempo la temperatura fissa dell’organismo.

Quest’ultima con ispirazione alle fibre del ragno, più resistenti rispetto all’acciaio e più estendibili rispetto al nylon, hanno creato la tecnologia rivoluzionaria . Grazie a questa soluzione hanno ottenuto i fili 2,5 volte più forti e il 140% più resistenti alle stracciature rispetto alle fibre tradizionali usate nella produzione dell’abbigliamento termoattivo.

Inoltre tale tecnologia è basata sul collegamento delle fibre agli ioni d’argento che sono battericidi e permettono di frenare significativamente l’attività di batteri e, allo stesso tempo, di neutralizzare l’odore spiacevole.

Presto testeremo i prodotti di una nota e accreditata casa italiana e ve ne presenteremo i risultati.