L’importanza della verticalità nei salti durante la fase di volo

Per capire l’importanza della verticalità durante l’esecuzione della fase di volo chiariamo anzitutto cosa si intende quando si parla di “salto” nel mondo del pattinaggio artistico.

Il salto, nel gergo comune, viene inteso come lo staccarsi di slancio da terra, rimanendo per alcuni istanti sospesi in aria, con tutti e due i piedi sollevati, ricadendo poi sullo stesso punto o a una certa distanza. Si parla quindi di un moto che si svolge lungo un asse verticale e tutt’al più anche orizzontale, quindi di un moto di traslazione .

Ma nel pattinaggio artistico, al movimento che si svolge lungo questi due assi, si aggiunge il moto di rotazione che il pattinatore compie attorno al proprio asse.

Ecco quindi, che parlando di salti nel pattinaggio artistico, parliamo di un moto rototraslatorio.

Infatti per moto rototraslatorio si intende la combinazione di un moto traslatorio in una certa direzione ed un moto rotatorio intorno a un asse che conserva, nel corso del moto, immutata la propria direzione (che non necessariamente coincide con quella del moto traslatorio).

Il nostro cervello è un organo “potente”, ma non è andato “a scuola di questa specialità” e non ha quindi imparato a supportare tale tridimensionalità, infatti, quando abbiamo iniziato a muoverci e camminare abbiamo imparato a muoverci sui vari assi, ma non a ruotare mentre ci muoviamo su di essi, nè nessuna altra esperienza acquisita durante la nostra vita ci porterebbe ad affrontare simili situazioni.

Questa esperienza per il nostro cervello è nuova e, almeno per alcuni , difficile/quasi impossibile da imparare, (anche mediante intenso allenamento) per caratteristiche/qualità del cerebrocerebello/neurocerebellari.

Il cerebrocerebello (che comprende la porzione laterale degli emisferi cerebrali e lobo posteriore), mediante un complicato meccanismo di afferenze ed efferenze regola i nostri movimenti e svolge un ruolo importante nella correzione degli errori/apprendimenti motori.

Infatti il suo ruolo è implicato nella regolazione dei movimenti altamente precisi, specialmente nella pianificazione e nella esecuzione di complesse sequenze temporali e spaziali.

Ma torniamo al tema…

Quindi più che salti, questi elementi dovrebbero essere definiti “trottole verticali in aria” che traslano lungo una traiettoria parabolica.

Infatti, gli spostamenti in orizzontale e verticale hanno ( in questo caso) la funzione di poter effettuare rotazioni staccate da terra.

Pensate a quante informazioni deve processare il nostro cervello durante una trottola verticale in aria.

Approfondimento:

Per effettuare un’analisi approfondita dei salti nel pattinaggio artistico, è necessario suddividere ciascun salto in 4 fasi distinte:

  • preparazione,

  • stacco,

  • rotazione in aria,

  • atterraggio.

Questo articolo focalizza l’attenzione sulla corretta posizione che il pattinatore deve tenere durante la fase di volo, cioè durante la rotazione in aria.

Poiché lo studio di un sistema meccanico prevede la definizione di un sistema di riferimento, necessario per definire in maniera univoca le grandezze cinematiche e/o dinamiche, per esaminare dal punto di vista meccanico il meccanismo “corpo umano”, dobbiamo definire un sistema di riferimento principale (associato all’intera figura) e sistemi ausiliari (associati a singole porzioni).

Concetto di assi e piani corporei

La posizione di un immaginario asse del corpo può essere definita facendo riferimento a 3 piani tra loro perpendicolari:

Piano sagittale: è quello che divide il corpo in due metà : destra e sinistra

Piano frontale: è perpendicolare a quello sagittale e divide il corpo in due metà: anteriore e posteriore

Piano orizzontale o trasversale: è parallelo alla superficie di appoggio e divide il corpo in due parti: superiore e inferiore Il movimento che un pattinatore compie durante un salto o una trottola viene eseguito su questo piano.

Andiamo adesso a definire gli assi anatomici, cioè le linee immaginarie che vengono utilizzate per tracciare l’asse sul quale si svolgono i movimenti di rotazione. Un po’ come succede per i cardini di una porta. La porta si muove in un piano attorno ad un asse. Il piano (la porta) è determinato dall’orientamento del perno nel cardine (asse).

                         Assi del corpo umano

  • Asse longitudinale (verticale)

E’ la linea immaginaria che attraversa il corpo dall’alto (vertice della testa) in basso (in mezzo ai talloni). E’ quindi perpendicolare alla base di appoggio, quando il corpo è in posizione eretta. Attorno a questo asse si possono eseguire dei movimenti di torsione e di rotazione;

  • Asse trasversale (orizzontale):

E’ la linea che attraversa il corpo da destra a sinistra, parallelamente al suolo, è diretta da sinistra a destra ed è perpendicolare all’asse longitudinale. Lungo questo asse si possono eseguire piegamenti e distensioni.

  • Asse sagittale (antero-posteriore): è la linea che attraversa il corpo dal davanti al dietro , è diretta dalla superficie posteriore alla superficie anteriore del corpo. Questo asse è perpendicolare agli altri due assi. Attorno a questo asse si possono eseguire movimenti di abduzione e adduzione.

L’asse corporeo longitudinale è quindi quella linea immaginaria data dall’ intersezione tra il piano frontale e quello sagittale.

E’ fondamentale, nell’impostazione del pattinatore, rispettare l’allineamento delle arti del corpo rispetto a questo asse immaginario onde evitare qualsiasi atteggiamento di cifosi o lordosi durante l’esecuzione degli elementi (che prevedono rotazioni) sia sul ghiaccio che in aria durante i salti

In generale quindi, è importante acquisire una corretta posizione di busto-spalle-braccia-testa .

Questa posizione, determinante per poter avere un giusto allineamento dell’asse corporeo, consiste nel ricercare la massima “distensione” del corpo mantenuta con una corretta leggera contrazione della muscolatura dorsale-addominale. Le spalle devono esser ben spinte verso il basso e allineate con i fianchi. La testa deve naturalmente seguire la linea della colonna, senza dare un senso di rigidità pur estendendosi ed allungandosi verso l’alto, lo sguardo deve guardare dove e rivolto il nostro torace e non anticipare a sinistra.

Postura in aria durante un salto

Per essere ottimale, la posizione in aria del corpo dell’atleta durante il salto dovrà rispettare i seguenti requisiti:

  1. Le masse corporee della testa, dell’anca, delle ginocchia e dei piedi devono essere perfettamente allineate, il più vicino possibile all’asse di rotazione.

Poiché in aria si deve minimizzare il momento d’inerzia per aumentare la velocità di rotazione, è necessario evitare che le masse corporee (delle braccia, del sedere, delle ginocchia e dei piedi) si allontanino dall’asse di rotazione specialmente se asimmetricamente.

Il corpo deve assumere quindi una posizione “allungata” lungo l’asse, in modo da avvicinare il più possibile ogni parte del corpo .

  1. L’asse di rotazione deve essere perfettamente verticale.

Durante il salto in aria agisce sul pattinatore una forza esterna: la forza peso. Tale forza però è sempre diretta verticalmente verso il basso, così si possono presentare due casi:

  •  l’asse di rotazione del pattinatore è perfettamente verticale (posizione corretta). In tal caso la forza peso non influisce minimamente sul momento angolare, dunque l’asse di rotazione non subisce spostamenti durante la rotazione .

 

  •  L’asse di rotazione non è perfettamente verticale (posizione scorretta che può essere dipesa da numerose asimmetrie del corpo lungo l’asse di rotazione o da un errato orientamento dell’asse del corpo al momento dello stacco del salto) . In tal caso, la forza peso agisce sulle parti del corpo in rotazione, causando variazioni di direzione dell’asse di rotazione e creando uno sbilanciamento dinamico del salto praticamente irrecuperabile durante l’esecuzione del salto stesso.

 

 

 

 

 

 

Dott.ssa Gabriella Benini