LA NUTRIZIONE DELL’ATLETA

Inauguriamo con questo articolo della Dott.ssa Federica Badiali la sezione dedicata alla nutrizione dell’atleta

PATTINAGGIO ARTISTICO – LA NUTRIZIONE DELL’ATLETA

L’interesse che attualmente è rivolto all’alimentazione degli atleti è grandissimo in quanto lo stato nutrizionale e le abitudini alimentari possono influenzare significativamente sia la forma fisica che la prestazione sportiva. E’ ormai ampiamente noto come la dieta adeguata in termini qualitativi e quantitativi prima, durante e dopo l’allenamento ottimizzi la prestazione; stesse considerazioni valgono anche in gara. La scelta corretta di alimenti, bevande, ed eventuali integratori, distribuiti in modo appropriato, sono utili per un ottimale stato di salute e per migliorare la prestazione.

Il pattinaggio artistico è una disciplina che richiede grande resistenza e coordinazione; alla forza muscolare si abbinano la resistenza respiratoria e il coordinamento neuromuscolare, indispensabili per rendere il gesto atletico oltre che pulito e potente anche coreograficamente eccellente. La muscolatura, in particolare quella delle gambe, deve essere forte e resistente e contemporaneamente flessibile ed elastica. La muscolatura addominale e dorsale e anche quella delle braccia deve essere ugualmente forte per gestire l’equilibrio e coordinare la spinta. Insomma una disciplina in cui tutto il corpo è impegnato, uno sport davvero completo.

L’allenamento di un atleta che pratica il pattinaggio artistico a livello agonistico è quotidiano, tra sedute in palestra di potenziamento e stretching e allenamento in pista per allenare la coordinazione e la tecnica.

In quanto sport completo, è caratterizzato dal mettere in gioco alternativamente entrambi i tipi di metabolismo aerobico ed anaerobico: il metabolismo aerobico è quello che fornisce la resistenza mentre quello anaerobico è in grado di fornire prontamente energia, per completare le azioni prevalentemente di spinta (es. salto). Dal punto di vista del dispendio energetico il pattinaggio artistico è impegnativo, bisogna mantenere un adeguato apporto calorico per far fronte agli allenamenti quotidiani, ma senza eccedere, per far si che venga privilegiato il nutrimento muscolo-scheletrico e tendineo per avere buona forza e resistenza, evitando il deposito di grasso in eccesso che sarebbe un’inutile zavorra.

L’energia necessaria per eseguire un lavoro muscolare dal più semplice al più complesso, a prescindere dalla via metabolica attivata (aerobica o anaerobica) deriva sempre e in ogni caso dalla scissione di molecole di ATP in ADP e fosfato inorganico. Questa energia viene ricavata dalla scissione delle molecole di nutrienti che vengono assunte col cibo; l’utilizzo da parte del corpo di carboidrati, grassi o proteine come fonte energetica è differenziato a seconda del tipo di attività fisica che si sta conducendo e della presenza di ossigeno, quindi dell’intensità. La fonte principale di energia è rappresentata dai carboidrati che costituiscono circa il 60% della quota giornaliera di energia. Le proteine svolgono prevalentemente una funzione plastica e sono indispensabili per svolgere le funzioni vitali dell’organismo e vanno assunte in quantità pari a 1-1,5 g / kg peso corporeo, fino ad un massimo di 2 g / kg di peso corporeo. I lipidi sono nutrienti ad elevato contenuto energetico e sono utilizzati principalmente come fonte energetica, insieme ai carboidrati quando si è a riposo oppure durante l’attività sportiva di lunga durata e di intensità medio-bassa. Come già accennato il consumo calorico di un atleta che pratica pattinaggio artistico è piuttosto elevato, in particolare il pattinaggio su ghiaccio, dove il corpo si trova in un ambiente freddo e quindi una quota ulteriore di energia va nella gestione della temperatura corporea. L’alimentazione dell’atleta nelle fasi di intensa preparazione deve essere completa, normoproteica e normocalorica, ricca di carboidrati integrali e arricchita di proteine sia animali che vegetali e micronutrienti essenziali. Via libera quindi a frutta e verdura, cereali integrali e legumi, frutta secca e semi oleosi e fonti proteiche di qualità e in varietà in particolare da pesce e uova e in misura minore carne e latticini. Un’alimentazione di questo tipo oltre ad essere completa, sostiene tutte le funzioni psicofisiche ed è anche particolarmente antinfiammatoria, fattore importantissimo perché durante il periodo di massimo carico e intensa preparazione le sollecitazioni del corpo sono massime e quindi molto più soggetti ad infiammazione e infortunio.

Nutrire il corpo con alimenti naturali e semplici, limitando al minimo i cibi industriali eccessivamente trasformati, i grassi cotti ed in particolare i fritti, i salumi, i dolci e le bevande zuccherate, permette di evitare accumulo non solo di grasso indesiderato ma anche l’instaurarsi di microinfiammazioni che sono il terreno fertile per accumulo di liquidi (ritenzione idrica, altra zavorra inutile e da evitare) e insieme alla cattiva ossigenazione del tessuto rappresentano la perfetta predisposizione all’infortunio (es. microlesioni tendinee, strappi muscolari).

Il sostegno psicofisico che deriva da un’alimentazione corretta è fondamentale per l’atleta. La malnutrizione per difetto, ipocaloricità, in un atleta è pericolosa perché può generare stanchezza, poca voglia di fare, senso di frustrazione fino a depressione.

Essendo il corpo umano costituito per circa due terzi di acqua, suddivisa in compartimenti extra ed intracellulare, è altresì importante mantenere un buono stato di idratazione del corpo assumendo liquidi sotto forma di acqua (da bere sia durante la giornata che durante l’allenamento) a cui si aggiunge una quota di acqua biologica fornita dalla frutta e dalle verdure consumati ad ogni pasto o come spuntino. Uno stato di idratazione ben bilanciato è la prima condizione per il corretto funzionamento metabolico. Lo stato di idratazione inoltre influenza fortemente la risposta muscolare. Bere anche durante l’allenamento (se impegna più di 1 ora e mezzo oltre all’acqua è consigliabile aggiungere sali e una modesta quantità di zuccheri sotto forma di miele ad esempio) è importante per mantenere l’equilibrio idrico-salino, evitare la disidratazione, favorire l’espulsione dei cataboliti, agevolare l’attività gastroenterica.

Come si può valutare in maniera veloce e precisa lo stato nutrizionale di un atleta? Molto semplice. Il medico o il nutrizionista sportivo oltre che raccogliere importanti dati attraverso un’attenta anamnesi può quantificare con precisione la composizione corporea in termini di massa grassa, massa muscolare e idratazione eseguendo in ambulatorio una bioimpedenziometria, misura molto precisa, veloce, assolutamente non invasiva e validata a livello internazionale (A. Piccoli et al. 1995). Gli strumenti più all’avanguardia (BIA Akern) utilizzano una misurazione tricompartimentale in cui vengono misurate resistenza e reattanza, valori proporzionali alla presenza di acqua corporea e numero di cellule. Attraverso l’elaborazione dei dati si ottengono i valori di massa grassa, massa muscolare e idratazione intra ed extracellulare.

                                                                                    Dott. Federica Badiali

                                                                                  Biologa Nutrizionista

                                                                                  PhD Biotecnologie degli Alimenti

                                                                                  Bologna

Bibliografia

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