“Occhio” a non perdere la testa

A tutti voi sembrerà scontato che guardare ciò che si sta facendo sia di importanza vitale per la riuscita di qualsiasi operazione, da guidare a camminare eppure…
eppure non è sempre cosi!
Per esempio, nel pattinaggio artistico, molti degli elementi (in special modo i salti) sono parzialmente realizzati senza l’uso di questo prezioso e indispensabile senso.
Analizzando a fondo mediante l’uso di telecamere ad alta velocità/risoluzione ci siamo accorti che molti per non dire tutti gli atleti alle prese con gli elementi (per loro) più complessi, girano la testa, chiudono gli occhi o il loro sguardo è proiettato nel vuoto.
Il motivo di questa pratica (è quasi sempre) semplice : la paura.
Sì la paura, un sentimento che presto sviscereremo a fondo, anche perché capace di modificare istintivamente il comportamento umano.
Ma veniamo a come l’occhio può far perdere la testa.
Se muoviamo la testa velocemente (e quindi gli occhi) durante un elemento che ci incute paura, istintivamente metteremo in atto due dei più temibili errori: tirare una parte dei nostri muscoli non richiesti in quell’istante per l’esecuzione, i quali in un secondo momento non potranno far effettuare i movimenti necessari alla riuscita dell’elemento stesso , e destabilizzare per alcuni istanti il controllo che in automatico ci tiene stabili nelle tre dimensioni.
Un esempio: provare a girare la testa e gli occhi velocemente a destra o sinistra e ci accorgeremo che per alcuni istanti da 20 a 60ms (dipendente dall’atleta e dal giorno ) la nostra mente sarà in balia del movimento e quasi incapace di percepire ciò che sta succedendo e di effettuare correzioni di qualsiasi natura.
Figuriamoci se questo viene effettuato in aria quando non abbiamo riferimenti a cui affidarci.
I nostri studi hanno verificato che durante gli elementi in special modo durante i salti l’atleta anticipa con la testa e gli occhi l’elemento e non può vedere ciò che sta succedendo, rendendo inoltre difficoltose le capacità cognitive in quell’istante e di conseguenza anche le correzioni dettate dal corpo insegnanti.
Dobbiamo infatti pensare che un salto doppio (se ben realizzato) dura circa 400/500ms mentre la prima parte del salto dove di solito c’è il movimento secco della testa (dopo lo stacco) dura circa 150 ms e quindi(20-60ms) sono quasi il 50% del tempo dedicato a questa fase e per questo tempo saremo scollegati dall’elemento stesso.
Per esercitarci ad eliminare questo movimento istintivo I.S.S.R. a messo a punto un particolare tipo di occhiali che impedisce mediante schermature parzializzate un anticipo della visione sull’ elemento.
Attenzione: questo non vuol dire non guardare mentre si effettua l’elemento ma, al contrario, guardare mentre lo si realizza istante per istante e non anticipare con lo sguardo l’elemento stesso, in poche parole : vivere tutto lo svolgimento dell’elemento.
Tale pratica permette di vedere con continuità ogni istante dell’elemento in prova verificando con consapevolezza di averlo realizzato cosi come si era pensato.
In mancanza degli appositi occhiali possiamo fare esercizio a muovere la testa e quindi gli occhi mantenendoli nel verso orizzontale a 90° rispetto alle spalle durante l’elemento in oggetto.
Diverso e più difficile da curare è la chiusura degli occhi o gettare lo sguardo nel vuoto in quanto tale atteggiamento può anche essere dettato (specialmente gettare lo sguardo nel vuoto) non da un riflesso istintivo ma da un gesto comportamentale su cui è necessario indagare .

 

Da Dott. Alfredo Sensi e Roberto Cappelli responsabile/coordinatore della tecnica.