SOLLEVAMENTO -1

Grande attenzione deve essere posta a questo semplice ma sottovalutato termine.
Sollevare significa spostare in alto un qualsiasi corpo.
Ma vediamo come può essere realizzato quello di un pattinatore:
• Busto fermo e bloccato , spinta verso l’alto esclusiva delle gambe.
• Busto fermo e bloccato, spinta verso l’alto esclusiva delle braccia.
• Busto fermo e bloccato, spinta verso l’alto con gambe e braccia.
• Busto flessibile e spinta all’unisono di tutte le parti del corpo.
È chiaro che un corpo flessibile dove tutti i muscoli lavorano in estensione all’unisono è il modo migliore per ottenere il sollevamento.
Eppure, difficilmente troveremo un atleta capace di realizzare questo che sembra un movimento scontato, quando si esegue un elemento.
Anche qui la paura la fa da padrone, facendo tenere il corpo semi-bloccato mediante la contrazione dei muscoli e permettendo il movimento dello stesso solo mediante una spinta/colpo istantanea al fine forse di eludere la paura di entrare con il corpo in nodo proporzionale nell’elemento.
Le nostre osservazioni mediante telecamere appropriate , di solette con sensori di pressione , e sensori di movimento collegati al corpo dell’atleta hanno i rivelato che gran parte degli atleti (in special modo durante i salti) spinge quasi esclusivamente con le gambe tenendo il busto bloccato, quasi a volerlo proteggere durante la spinta.
La stessa cosa avviene se il sollevamento avviene per mezzo delle sole braccia.
L’unica differenza e che invece di una spinta in estensione avviene un sollevamento subordinato al peso delle braccia che sono state spinte verso l’alto facendo fulcro sulla spalla.
Il sollevamento si complica ancora di più quando il busto rimane fermo e bloccato e a spingere sono le gambe in estensione con l’aiuto delle braccia in quanto la poca flessibilità del busto non permette la completa coordinazione e di conseguenza la parziale elisione delle due forze.
Nella pratica il motivo del blocco del busto è dovuto al fatto che il nostro cervello fatica a discriminare i muscoli necessari alla realizzazione del corretto sollevamento, specialmente se sotto l’effetto della paura.
Dobbiamo poi considerare che se vogliamo ottenere un salto coerente, questo sollevamento deve essere eseguito in rotazione proprio dove un irrigidimento creerebbe una azione di disturbo di quest’ultima.