Variazioni della posizione del Baricentro corporeo: l’ Equilibrio nel Pattinaggio di Figura

Nel pattinaggio artistico appare subito evidente che l’ equilibrio è il fattore principale per la pratica di questo sport.

L’equilibrio è la condizione in cui tutte le forze che agiscono sul corpo sono bilanciate in modo da mantenere il controllo posturale sia da fermo (equilibrio statico), sia durante il movimento (equilibrio dinamico). La posizione relativa delle diverse parti del corpo nei confronti l’una dell’altra, dell’ambiente e della gravità è definita postura.

Il pattinatore deve mantenersi in equilibrio in ciascuna fase sia dell’apprendimento che dell’allenamento: si tratta di mantenere una posizione stabile malgrado una velocità di spostamento, i cambiamenti di direzione e di passo , le rotazioni e le figure eseguite a terra. Per questa fase i punti di riferimento visivi e cinestetici sono molto importanti.

Il corpo inoltre deve essere perfettamente equilibrato e stabile per preparare la fase di slancio ottimale, unica garanzia per una buona riuscita del salto.

Per mantenere o ritrovare l’ equilibrio , il pattinatore sfrutta diversi fattori: la velocità di spostamento, la forza centrifuga, il piegamento del ginocchio, i movimenti e la posizione delle braccia e della gamba libera, la tensione del corpo, il ritmo. Ogni figura viene scomposta in varie sequenze e ripetuta fino a quando si padroneggia perfettamente.

Per analizzare le problematiche inerenti all’equilibrio è necessario introdurre il concetto di baricentro poiché un corpo è in equilibrio quando la risultante (cioè la somma vettoriale) di tutte le forze applicate al suo baricentro è nulla.

Baricentro

Ogni massa o corpo è composta da una moltitudine di piccole particelle attratte verso la Terra dalla forza di gravità. Questa attrazione a cui sono soggette le particelle del corpo produce un sistema di forze praticamente parallele e la risultante di queste forze, che agiscono verticalmente verso il basso, è il peso del corpo. In fisica, il punto in cui si pensa sia concentrato tutto il peso del corpo è detto centro di gravità o Baricentro.

In alcuni casi è possibile individuare con facilità il baricentro di un corpo. Per esempio, se un corpo ha una forma geometrica regolare e ha un centro di simmetria (come una sfera o un cubo), il baricentro del corpo coincide con il centro di simmetria. Questa coincidenza è vera sempre a patto che il corpo sia omogeneo, cioè abbia la stessa densità in ogni suo punto .

Non sempre il baricentro coincide con il centro geometrico del corpo, in particolare quando si tratta di corpi dalla forma irregolare, se però il corpo in esame ha un asse di simmetria il baricentro si trova su tale asse. Se il corpo ha più assi di simmetria che si incontrano in un centro geometrico il baricentro si trova in tale punto.

Se la massa, come nel corpo umano, è distribuita in maniera asimmetrica rispetto al piano orizzontale, il baricentro sarà collocato proporzionalmente più vicino alla zona più grande e più pesante.

Il baricentro corporeo, quindi, varia da persona a persona, in base alla distribuzione del peso, alla sua altezza, all’età e al sesso. Inoltre, il baricentro cambia costantemente con il movimento e si sposta ogni volta che cambia la posizione del corpo.

Il baricentro si proietta sul terreno all’interno di una zona detta base d’appoggio.

Fino a quando la proiezione del centro di gravità si mantiene all’interno della base di appoggio si è in una condizione di equilibrio, quando tale proiezione si sposta verso la sua periferia si perde progressivamente stabilità e si è costretti, per mantenere l’equilibrio, ad un aumento di lavoro muscolare o a una veloce variazione della base di appoggio. La grandezza e la forma della base di appoggio sono fattori che influenzano la stabilità. Quando siamo in piedi con base instabile possiamo aumentare la base di appoggio, ad esempio, allargando le gambe.

TIPI DI EQUILIBRIO nel pattinaggio di figura

Il corpo umano non è mai in uno stato di completa immobilità e soprattutto è in continua ricerca di equilibrio. Questo accade già nella vita di tutti i giorni figuriamoci durante un’attività sportiva come il pattinaggio di figura.

In questo sport possiamo analizzare quattro tipi di equilibrio:

  • equilibrio statico

  • equilibrio dinamico

  • equilibrio nelle rotazioni

  • equilibrio di volo

Queste quattro forme di equilibrio non si presentano mai da sole, ma sono sempre combinate fra loro nell’ ambito di un movimento; le informazioni sensoriali cooperano in permanenza per gestire lo squilibrio. La loro gerarchia varia, non solo in funzione del compito motorio, ma anche dell’ età, della esperienza, dello stato fisico e mentale del soggetto al momento dell’ attività.

L’equilibrio statico : Mantenere o ristabilire l’ equilibrio sul posto in condizioni diverse.

E’ la capacità che consente al nostro corpo di mantenere uno stato di equilibrio “stabile”, e di ristabilire tale rapporto anche quando forze esterne ne alterino le condizioni. Fondamentale nel pattinaggio poiché la posizione base è in appoggio mono-podalico con la gamba libera posizionata lunga dietro o avanti a seconda dell’occorrenza, busto eretto, braccia e mani stese per favorire appunto l’equilibrio. In esso non vi è uno spostamento del baricentro (se non spostamenti angolari). Esso è frutto di un intenso lavoro degli apparati vestibolari e di una miriade di informazioni sensoriali : visive , tattili, uditive e propriocettive che giungendo al cervello e agendo sui muscoli posturali danno luogo ad un ottimale ricerca della verticalità. In questo caso svolgono un ruolo fondamentale i recettori visivi e del piede; i primi danno informazioni riguardo la geometria della zona d’ appoggio del corpo al suolo ed sulla caratteristica della forza di reazione che si esercita. I secondi danno punti di riferimento sull’ asse verticale. A prima vista, l’ equilibrio senza spostamento del corpo sembra essere la forma più facile da trovare o da ristabilire, ma in realtà le varianti sono numerosissime. Basti pensare alla posizione eretta su una superficie stabile e di grandi dimensioni senza influssi esterni, all’ equilibrio su una sola gamba, ad occhi chiusi, o infine su una superficie in movimento o instabile (esempio: atterraggio di un salto).

Equilibrio dinamico : Mantenere o ristabilire l’ equilibrio con un movimento traslatorio del corpo.

Vi è spostamento del baricentro, e quasi tutto il lavoro è devoluto ai muscoli antigravitari, che si presentano come dei servomeccanismi regolati dall’ apparato vestibolare.

In questo caso sono i recettori dell’ orecchio interno a svolgere un ruolo di primaria importanza, rilevando le accelerazioni sul piano orizzontale e verticale. Questa forma di equilibrio comprende, nella vita di tutti i giorni, movimenti semplici, come camminare o salire le scale, in questi casi il piede mantiene il contatto con la superficie d’ appoggio diretta (terreno, acqua, asse, ponte, corda). Nel pattinaggio invece il piede mantiene il contatto con una superficie indiretta, il pattino, come avviene nel ciclismo con la bicicletta e nello sci con gli sci, appunto. Come per quello statico, il compito si fa più difficile man mano che la superficie d’ appoggio diminuisce, cambia, diventa instabile e contemporaneamente aumentano il numero di informazioni cinestetiche e tattili necessarie. Si deve anche tenere conto di spostamenti effettuati in varie direzioni a velocità variabile.

Equilibrio nelle rotazioni : Mantenere o ristabilire l’ equilibrio durante e dopo le rotazioni intorno ai tre assi del corpo (trasversale, longitudinale, sagittale).

Il riflesso vestibolo-oculare consente, in questo caso, di stabilizzare lo sguardo durante il movimento della testa e di mantenere in questo modo un punto di riferimento. I recettori dell’ orecchio interno registrano e trasmettono al sistema nervoso centrale le accelerazioni angolari della testa, consentendo di avviare le reazioni muscolari adeguate per raddrizzare il corpo. Varianti e combinazioni in questo ambito sono innumerevoli: ruotare su stessi a terra, ad occhi chiusi(asse longitudinale), concatenare diverse ruote (asse sagittale) capovolte in avanti e indietro, salti mortali (asse trasversale)

Equilibrio in volo : Mantenere o ristabilire l’ equilibrio nella fase aerea.

E’ la ricerca di equilibrio e un controllo posturale durante una fase aerea. I maggiori analizzatori che aiutano il soggetto in questa ricerca di equilibrio sono principalmente l’analizzatore vestibolare e l’analizzatore ottico. Il corpo non si trova in appoggio al suolo e di conseguenza le informazioni propriocettive sono limitate. Gli analizzatori ottico-vestibolare favoriscono l’aggiustamento posturale che è una condizione primaria per il controllo del corpo in relazione alle successive fasi di arrivo e di appoggio.

L’assenza di un appoggio stabile complica il conseguimento del compito motorio. I recettori cinestetici informano continuamente sulla posizione dei segmenti motori del corpo e sulla tensione muscolare, indispensabile per la tenuta del corpo stesso. Questa forma di equilibrio è quasi sempre combinata con quella precedente. I salti del pattinaggio di figura sono accompagnati, infatti, da rotazioni. L’ assenza di gravità complica il processo di equilibrio in quanto mancano i riferimenti verticali e del peso del corpo; in casi del genere sono i recettori visivi ad assumere la funzione principale.

Ma veniamo adesso ad analizzare quelli che sono vizi che portano in disequilibrio il nostro corpo e quali gli esercizi che ci aiutano a mantenerlo.

Tre sono i più temuti errori che il pattinatore può commettere per compromettere lo stato di equilibrio sia statico che dinamico, sia in rotazione che in volo.

  1. Anticipare la rotazione con un movimento veloce della testa non in sincronia con il resto del corpo per approfondire leggere “occhio a non perdere la testa

Correzione:

Esercizi con occhiali specifici

  1. Chiudere gli occhi o gettare lo sguardo nel vuoto durante i salti o le rotazioni per problematiche inerenti a stati di tensione, paura o panico: per approfondire leggere “la paura amica o nemica del pattinatore

Correzione:

Esercizi volti al controllo delle paure del pattinatore (che vedremo nei prossimi articoli)

  1. Inibizione della propagazione della stimolo per approfondire leggere “ abilità dell’atto motorio

Correzione:

Esercizi volti all’inibizione della propagazione dello stimolo (solo per tecnica scientifica pilotata).

Tutti questi errori portano inoltre all’irrigidimento/blocco dell’apparato muscolare che sfocia in una controreazione di tipo feedback creando un crescendo di ansia/impotenza a correzioni da parte del pattinatore

Ma forse l’errore più importante è quello della mancata sincronia della nostra testa/visione rispetto ai movimenti del corpo, che compromette sia il bilanciamento vestibolare che archeopropriocettivo-visivo.

Come potete notare, preferiamo non gestirlo come errore diretto ma come errore indiretto perché altro non è che la sommatoria in percentuali variabili dei tre precedenti punti.

 

STRATEGIE POSTURALI nel pattinaggio di figura

Uno studio condotto da Dario Riva e al. ha indagato la presenza di differenti strategie posturali nel pattinaggio artistico e nella danza su ghiaccio, due distinte specialità del pattinaggio di figura. Gli autori hanno verificato se le due discipline influenzano in modo diverso la capacità di gestione del disequilibrio ed il controllo posturale statico e dinamico, considerati fattori rilevanti nelle prestazioni di pattinaggio di figura.

Nel loro studio, viene, dunque, fatta una misurazione precisa della capacità di controllo posturale statico e dinamico, in appoggio mono-podalico e dai risultati evince che mentre i pattinatori di artistico privilegiano una strategia di tipo vestibolare, quelli della danza ricorrono ad una strategia di tipo archeopropriocettivo-visivo. Questo differente comportamento si spiega considerando la diversa tipologia delle discipline e quindi il diverso tipo di situazioni che gli atleti devono ripetutamente gestire in allenamento e in gara.

Nel pattinaggio artistico, infatti, il numero di situazioni limite di disequilibrio che l’atleta affronta senza l’ausilio della vista, è maggiore (si pensi alle pirolette e ai salti). Nella danza invece la caduta è un evento più raro e le esecuzioni in allenamento e in gara si basano quasi esclusivamente sulla qualità del pattinaggio e la compostezza. Lo studio di Riva vuole sottolineare la necessità di incrementare, con esercizi specifici, il numero delle esperienze strettamente legate alle capacità di controllo raffinato del movimento, fondamentali per la qualità del gesto tecnico e il livello di prestazione.

Per arrivare alla pratica di un pattinaggio ad alti livelli diventa infatti fondamentale per i pattinatori dell’artistico affinare strategie propriocettivo-visive da affiancare a quelle vestibolari, che già sviluppano spontaneamente grazie alle caratteristiche della specialità che praticano.

Bibliografia

1)Il controllo posturale statico e dinamico in appoggio monopodalico – Dario Riva, Paola Trevisson, Roberto Minoletti, Nicolò Venturin, M. Carlotta Riccio, Centro ricerche scuola universitaria interfacoltà in scienze motorie università di Torino

2)Pattinaggio artistico a rotelle e percezione del proprio corpo: gli effetti di un allenamento propriocettivo nell’avviamento all’alta specializzazione e peak performance -tesi di laurea di: ottavia vinciarelli scuola di scienze della salute umana università degli studi di firenze

3)Laboratorio di analisi del movimento-Lo studio della postura eretta-Massimiliano Pau-Università di Cagliari