L’importanza dei fili delle lame e della loro “AFFILATURA”

I pattini da ghiaccio sono composti da stivaletti e lame.

Lo stivaletto è realizzato in cuoio o materie plastiche , le lame, invece, sono realizzate in acciaio, disponibili in diverse tipologie e vanno ad incontrare le richieste degli atleti più o meno esperti per poter permettere migliori performance al variare del livello di ogni atleta.

Le lame sono barre di acciaio opportunamente tagliate e saldate per poter essere fissate con delle viti allo stivaletto.

Le lame di spessore da 3/5 mm vengono affilate, mediante delle macchine affilatrici che altro non sono che delle mole di limitato spessore e da un braccio che permetta di formare una base su cui far scorrere la lama, per poter permettere l’affilatura orizzontalmente.

L’affilatura non è piatta ma concava con un raggio che può scegliere l’atleta in base alla propria esperienza e alle proprie caratteristiche.

 

Per comprendere come deve essere effettuata un’affilatura, dobbiamo sapere come vengono realizzate le lame dei pattini, i processi di costruzione e la forma delle lame sono purtroppo avvolte da una sorta di mistero, cosi come va effettuata l’affilatura.

 

Scopriamo due termini interessanti:

Il Rocker ed il R.O.H.

I cataloghi dei principali produttori mondiali di lame, dichiarano diversi parametri e tra questi ci sono due termini da prendere in seria considerazione il Rocker e il R.O.H.

Questi due dati indicano la geometria e l’affilatura della lama

Se guardiamo per esempio il catalogo della lama Mk Professional, troveremo scritto Rocker 7 ft e R.O.H. 7/16″ , le misure sono espresse in pollici, e indicano:

  • Il Rocker

il Rocker è il profilo curvo della lama, tracciato dalla circonferenza di in raggio di 7 piedi.

Non è un dato uguale per tutti i costruttori ma più o meno simile.

  • L’R.O.H.

Radius of Hollow indica il raggio (7/16”) del profilo della mola che determina la concavità dell’affilatura.

  • Una buona affilatura, non deve assolutamente modificare il Rocker realizzato in fabbrica e lavorando sull’affilatrice bisogna impostare il R.O.H. scelto dall’atleta in accordo con il suo allenatore, al fine di realizzare l’affilatura concavizzata.

  • Molti atleti e allenatori modificano la profondità di affilatura realizzata in fabbrica modificando l’R.O.H. in base al peso dell’atleta alla sua esperienza.

Minore sarà R.O.H più profonda sarà la concavità ottenuta con maggiore presa sul ghiaccio, mentre un R.O.H. maggiore determinerà una concavità minore dei fili, che determinerà minore presa e maggiore libertà di movimento.

  • L’R.O.H viene scelto oltre che il base al peso e alle caratteristiche del pattinatore anche in base alla stagione e alla temperatura superficiale del ghiaccio.

I due fili risultanti dall’affilatura concava vengono chiamati filo interno (il filo che una volta indossato il pattino va all’interno della gamba, e filo esterno che invece guarda l’esterno della gamba.

I fili sono quindi quattro:

  • filo interno destro

  • filo esterno destro

  • filo interno sinistro

  • filo esterno sinistro

il pattinaggio di figura si basa sulla capacità di saper gestire/pilotare proprio questi fili.

Cosa significa?

Significa che le performance di un pattinatore dipendono dalla sua praticità del loro utilizzo.

La pattinata , le trottole e i salti sono strettamente correlati all’uso corretto dei fili.

Insomma; inutile cercare di eseguire una Boccola, un Mohawk, una Venda oppure un salto, anche il più semplice, senza aver imparato in maniera certosina l’utilizzo dei suddetti fili.

Il pattinatore esperto riesce a spostare il suo peso su tutta la lunghezza del filo e riesce a spingere su di esso per eseguire i vari elementi.

Facciamo un esempio:

per i salti lanciati:

  • per realizzare axel bisogna avere grande dimestichezza sul filo esterno sinistro, in quanto, oltre alla giusta incidenza e di intrinseca importanza lo spostamento del peso dalla parte posteriore all’anteriore della lama.

Manovra non per niente facile da eseguire.

  • per realizzare Salchow bisogna avere grande dimestichezza sul filo interno sinistro in quanto oltre che la scelta del giusto raggio e della seguente chiusura, anche qui bisogna effettuare il giusto spostamento del peso dalla lama parte posteriore all’anteriore

  • e cosi ancora per realizzare Rittberger bisogna avere grande dimestichezza sul filo esterno destro con i stessi problemi del simultaneo spostamento di peso.

e per i salti puntati?

Si, certo, anche per i salti puntati bisogna avere grande dimestichezza dei fili, ovvio non per effettuare lo stacco ma per la preparazione dei passi che lo precedono.

Capirete che saper direzionare una lama su un filo con una curvatura variabile unitamente con lo spostamento del peso non è affatto semplice, se poi ci sommiamo che alla fine di questa procedura dobbiamo effettuare lo stacco ( nel caso di salto) con i problemi emotivi che comporta diventa veramente complicato.

Vista la complessità del pattinaggio di figura e le emozioni emotive in gioco bisogna avere almeno dei punti saldi, perlomeno la perfetta esecuzione dei fili.

Vi sarete certo accorti che chiunque riesca ad eseguire correttamente e con disinvoltura i salti possiede una grande padronanza dei fili.

E ovvio che avere grande padronanza dei fili non assicura la riuscita dei salti ma essendone parte integrande non si può eludere al loro esercizio.

E per le trottole?

È uguale che per i salti, l’ingresso in trottola e gestito dal filo così come la corretta esecuzione della trottola stessa, per non parlare delle trottole complicate per esempio cambio filo, dove l’atleta si trova a dover cambiare il filo durante la rotazione.

Come impratichirsi sui fili?

Tutti gli elementi della pattinata esercitano i fili, esecuzioni di fili esterni/interni in avanti/indietro vende/controvende , tre/controtre, Mohawks ecc. porteranno nel corso di anni al corretto utilizzo dei fili, indispensabile come già detto per poter eseguire qualunque elemento di pattinaggio su ghiaccio.

Dobbiamo pensare che l’esecuzione dei fili nel pattinaggio e simile alle scale per gli allievi che studiano pianoforte.

Lo studio e l’esercizio sui fili dovrebbe essere eseguito per tutta la carriera del pattinatore professionista al pari dei salti e delle trottole.

Alcuni consigli utili:

  • quando fate affilare i vostri pattini chiedete il vostro specifico raggio, altrimenti l’affilatore lo farà a suo piacere o più precisamente al raggio che ha effettuato per l’ultima affilatura.

Portare la mola al vostro raggio fa perdere tempo e costa (consumo di mola) e se non c’è una vostra richiesta specifica nessuno ve lo chiederà.

  • utilizzate (almeno per i più esperti) raggi relativamente grandi 13-15 al fine di eseguire più facilmente trottole e twizzel e per evitare forti impuntature.

  • Cambiare raggio può portare per certi atleti a problemi di esecuzione degli elementi specialmente per i primi tempi, o almeno fino a quando non ci saremo assuefatti (sempre che sia possibile) al nuovo raggio.

  • Proprio per questi motivi diradate le molature, favorendo invece l’utilizzo della pietra a mano, che altro non fa, che il tondino dell’affilatore di coltelli e cioè raddrizzare il metallo ormai piegato e togliere eventuali asperità.

Questa pratica a differenza della molatura può essere effettuata anche il giorno prima di una gara garantendo una maggiore tenuta dei fili ormai compromessi.

  • Evitate, non asciugando perfettamente le lame, che si formi ossidazione che a secondo della quantità, distrugge i fili e a volte l’intera lama.

  • Fate attenzione mediante un esame visivo prima e dopo l’affilatura che la lama non venga consumata dall’affilatore in modo irregolare rovinando il Rocker.

  • Siate pignoli sull’esecuzione dell’affilatura, se non realizzata in modo corretto (molto più facile di quel che si pensi) potrebbe compromettere le vostre gare (e parlo anche per i più esperti)

 Da Dott. Alfredo Sensi e Roberto Cappelli responsabile/coordinatore della tecnica.