DAVIDE vs GOLIA

Ricordate la storia del pastorello Davide che, armato di una semplice fionda, uccide Golia, il temibile gigante dei Filistei in guerra con il popolo di Israele?

Ne prenderemo spunto per introdurre un concetto tanto semplice quanto indispensabile.

Il concetto è :  meno potenza più controllo, vediamo il perché!

La forza impulsiva impiegata in qualsiasi esecuzione che sia impiegata nella pattinata, nei salti o trottole mette in difficoltà l’equilibrio dinamico alla base di tutti gli elementi del pattinaggio artistico.

Se si esegue un salto l’impulso esplosivo, oltre che a mettere sotto sforzo le articolazioni (che a lungo andare ne possono risentire), disturba direttamente e indirettamente l’equilibrio dinamico.

Direttamente, provocando una spinta difficilmente controllabile in fase di attuazione e indirettamente perché provoca una propagazione dello stimolo, impedendo ai muscoli non interessati ad eseguire i loro compiti.

C’è inoltre da considerare che, una volta sbagliato, l’impulso non è più arrestabile, e per effetto dell’energia in eccesso (se non siete dei gatti) vi ritroverete con il sedere per terra (quando va bene).

Focalizziamo: la generazione di un energia esplosiva è difficilmente controllabile perché come visto provoca una propagazione dello stimolo (difficile da inibire), irrigidendo fasce muscolari che non dovrebbero essere coinvolte, mettendo a rischio qualsiasi elemento.

inoltre

Un muscolo per contrarsi può impiegare anche 50mS /150 mS e stiamo parlando di muscoli singoli e non di fasce muscolari.

Le fasce muscolari a secondo di quali si impiegano, ancora di più, in quanto alcuni muscoli possono contrarsi in momenti successivi ai primi, rendendo questi tempi ancora più elevati.

La decontrazione dei muscoli, poi, può impiegare in alcuni atleti un tempo ancora maggiore.

La somma dei tempi dal comando neurale in poi possono quindi essere quasi confrontabili con quelli impiegati per un salto doppio 400/500mS.

C’è poi da pensare che il muscolo prima di contrarsi, specialmente sotto l’effetto dell’adrenalina, si pre-contrae e anche dopo la decontrazione rimane comunque leggermente contratto.

C’è quindi la possibilità, variabile da soggetto a soggetto, che l’elemento venga effettuato in regime di contrazione/decontrazione, pericolosissimo specialmente in fase di atterraggio, comportando appoggi con arti tesi/stirati che possono portare a eventi traumatici difficilmente prevedibili.

Serve tutto questo al pattinatore?

Certamente no!

Inoltre è ovvio che per sferrare un colpo c’è bisogno che il corpo resti fermo per fare da contrappeso all’arto impiegato, quindi il nostro busto viene messo in rotazione solo dopo che l’arto ha esploso la sua energia, perdendo tempo prezioso.

E allora?

Allora più che la forza impulsiva bisogna saper dominare l’energia acquisita con il movimento.

Ricordate la pubblicità della Pirelli per i pneumatici Pzero nero ?

 

Recitava: La “potenza” è niente senza controllo.

L’energia acquista con la pattinata è addirittura esuberante e se ben pilotata ci permetterà di eseguire qualunque elemento, anche i più complicati, non c’è bisogno di andarci a sommare energie impulsive aggiuntive difficilmente controllabili .

Difficile!!! direte voi.

Si certo, però, cosa non lo è nel pattinaggio di figura!

I prossimi articoli spiegheranno come utilizzare in modo coerente , senza dispersione, né perturbazioni, l’energia acquisita con la pattinata per realizzare elementi anche complessi.

A presto…

Dott.ssa Gabriella Benini e  Prof.ssa Carla Munari