Preparazione mentale? – Ecco un buon punto di partenza!

Come abbiamo visto nel precedente articolo, sarebbe molto utile intraprendere un percorso di preparazione mentale per chi pratica pattinaggio su ghiaccio, almeno per i pattinatori professionisti.

Se si sceglie di farlo, è bene affidarsi ad uno psicologo dello sport esperto e, se si seguono le indicazioni, ben presto ci si ritroverà a risolvere i problemi che ci affliggono .

Effettuare esercizi di preparazione mentale nello sport non è detto che sia facile, ma ognuno è in grado di approcciarvisi.

E se effettuati regolarmente, ben presto, se ne vedranno i risultati dal punto di vista pratico.

Prima o durante una gara, a volte non riusciamo a restare calmi e concentrati e , quando questo accade , tutte le buone azioni intraprese in fase di preparazione vengono meno, la mente si appanna, la fiducia in se stesso viene meno e l’avversario diventa “troppo forte”.

Facciamo due casi:

la situazione in campo assume la piega che desideriamo,

le cose non vanno per il verso giusto.

E’ ovvio che , la Psicologia dello Sport assume grande valore proprio nel secondo caso.

Quasi tutti gli sportivi, a volte, diventano avversari di se stessi, poiché perdono la fiducia nelle loro possibilità e vengono condizionati dal confronto diretto con l’avversario, reagendo in funzione dei risultati.

Per carità, un atleta non è certo un robot , è normale reagire in base a quello che ci circonda, affrontando gare ed allenamenti guardando i risultati altrui.

Proprio per questo, l’obiettivo dell’allenatore deve essere quello di portare l’atleta a trovare sempre la migliore reazione possibile alle performance dell’avversario , stimolandolo ad ottenere anche lui il risultato.

ma facciamo un passo indietro

Da dove deve iniziare l’atleta per ottenere la migliore preparazione mentale, stabilità e serenità psicologica?

Facendo molte sedute dallo psicologo dello sport?  può essere… ma prima di tutto:

Dal rispetto dell’avversario!

L’atleta, deve imparare a lottare prima di tutto con se stesso , cercando di migliorare in tutti i settori , magari prendendo spunto proprio dai risultati dell’avversario.

Quindi i vostri avversari  possono aiutarvi a migliorare anche  inconsapevolmente.

Teniamone conto!

Gli atleti spesso, purtroppo, hanno avversari-nemici , anche nella stessa società sportiva.

Questo, se non osteggiato dall’allentare, porta ad un clima ostile e controproducente per i risultati di tutta la società.

Gli allenatori, devono far si che si crei un ambiente sereno, dove gli atleti possano svilupparsi e progredire nel migliore dei modi, favorendo l’integrazione e smussando problemi relazionali e caratteriali dei singoli atleti.

Cosa c’è di più salutare per la mente, che dopo una sessione di allenamento, gli atleti si scambino personali esperienze?

Ricordiamoci : un avversario non dev’essere per forza un tuo nemico, può anche essere un tuo amico, con cui scambiare opinioni e reazioni emotive di fronte ad un dato elemento e, non da poco, esperienze sul campo .

A volte , vale di più la spiegazione dell’avversario amico che dello stesso allenatore, questo perché  avere la stessa età e lo stesso problema crea un feeling insuperabile.

In quasi tutti i sport , l’allenatore saggio cerca di reclutare un atleta molto valido, e non solo perché con lui otterrà successi, ma perché sa che trascinerà (per emulazione) tutta la squadra ad ottenere migliori risulti.

facciamo il punto

Abbiamo visto che un avversario per svariati motivi può aiutarci a migliorare le nostre performance e ricordiamo:

Che la differenza tra un avversario ed un nemico, risiede qui:

L’avversario è chi compete con te.

Il nemico è chi ti vuole male ti odia/disprezza

Quindi?

Facciamo sì che (almeno nello sport) non ci siano nemici, ma solo avversari –amici che hanno diritto al “nostro rispetto”.

Dott.ssa Gabriella Benini e  Prof.ssa Carla Munari

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